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L’allarme TBC associato agli immigrati

Pubblicato in Razzismo, Salute, Stranieri da Roderigo il Novembre 1, 2008

Mappa mondiale della diffusione di TBC

Mappa mondiale della diffusione di TBC

Periodicamente, la presenza degli stranieri viene associata a nuove paure. Una di queste è che portino malattie, tra cui alcune ormai debellate. Si veda, l’allarme TBC. Ciò nonostante il fatto che otto stranieri su dieci si ammalino in Italia, in conseguenza delle loro condizioni materiali di vita. Mio padre, immigrato dalla Calabria a Torino, negli anni ‘60 si è ammalò di tubercolosi, ma si ammalò a Torino, non portò il virus dalla Calabria. Che il 50% dei nuovi casi di TBC sia riscontrato sugli immigrati, non dipende necessariamente dal fatto che se la sono portata dietro, dipende dalle loro condizioni di vita qui, in Italia, e dall’impossibilità di avere accesso alle medicine, agli antibiotici, quando prendono malattie batteriche e virali alle vie respiratorie, e infatti si ammalano dopo uno o due anni di permanenza, non arrivano già infettati. Mia moglie, ungherese, nei suoi primi due anni di permanenza ha avuto due violentissime influenze (mentre nel suo paese ha avuto solo normali raffreddori), poi si è adattata. Se non avesse potuto curarsi, non so quali complicazioni avrebbe potuto avere. Piuttosto, di questi allarmi e di questi allarmismi, quale uso ne facciamo? Eleviamo barriere immaginarie o garantiamo a tutti gli immigrati l’assistenza sanitaria (a tutela di tutti, anche nostra)? Si vedano in poposito, le iniziative della Lega Nord.

In verità, l’allarme che associa l’arrivo degli immigrati al ritorno di malattie già debellate, in primo luogo la tubercolosi, risale ai primi anni ‘90, senza aggiungere nulla di nuovo. Si vedano questi due articoli del Corriere della Sera. «La tubercolosi in Italia dall’Est Europa» (26 ottobre 2008), Il ritorno della Tubercolosi (13 settembre 1995). Ma il vero problema, non è dato dall’aumento della TBC, quanto dalla sua non diminuzione da quindici anni a questa parte. E consideriamo che, in questo periodo, gli immigrati sono aumentati di sei volte, senza perciò generare effetti moltiplicatori nella diffusione della malattia, come di qualsiasi altro fenomeno negativo ad essi indebitamente associato. Il picco di casi di tubercolosi in Italia lo si è avuto nel 1996: 5500, mentre oggi risultano 4500, per una media annua di 4200/4700. Riguardo i dati sulla diffusione della TBC nel mondo, è possibile consultare il database dell’OMS.

2 Risposte

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  1. sarahkerrigan said, on Novembre 6, 2008 at 6:40 pm

    Concordo sostanzialmente con quanto hai scritto, ma l’opinione più comune non tiene tanto conto dei dati statistici o dei meccanismi che accompagnano la diffusione o la ricomparsa di alcune malattie che in questo angolo di mondo si riteneva ormai scomparse o quasi. Due mie colleghe si sono ammalate di TBC e la notizia non mi ha tanto sorpreso siccome si lavora spesso a contatto con immigrati. I commenti di gente comune che ho sentito al riguardo, sono tutti riconducibili ad un solo risultato, emotivo: paura, apprensione verso l’immigrato. Malattie con complicanze ed endemiche a parte, ho potuto notare un particolare “interessante”, determinante: a una buona parte di miei conoscenti stranieri, il primo segnale di sofferenza per il cambiamento delle abitudini alimentari, lo hanno dato i denti, che hanno cambiato prima di tutto il colore ed in seguito intaccato la salute generale della bocca.

    Ho scritto “sostanzialmente” perchè ritengo che ci siano malattie che si spostano assieme al portatore e così animali che introdotti in ambienti estremamente diversi da quelli tropicali o esotici in genere, generano malattie per le quali temo che la ricerca scientifica non sia granché organizzata qui nel nostro paese.

  2. sarahkerrigan said, on Novembre 6, 2008 at 6:41 pm

    …ho dimenticato di porgerti i miei saluti ^^


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